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ADA MINOLA : UNA ARTISTA STRAORDINARIA


Ci sono mostre che mi sono rimaste particolarmente impresse, anche a distanza di tempo, per la loro particolare bellezza e cura dei dettagli. Una di queste è la mostra sulla vita e le opere di Ada Minola, che ho visitato qualche anno fa, nella meravigliosa cornice di Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja a Torino, uno dei palazzi più belli della città.
Uno straordinario percorso nell’arte orafa di Ada Minola, che fin da bambina amava sedere nel laboratorio familiare, di artigiani orafi lombardi, a creare i suoi primi gioielli.
Amante dell’arte in tutte le sue forme, Ada Minola agli inizi degli anni ’50 iniziò a realizzare oggetti in oro, argento e pietre preziose con la tecnica della fusione a cera persa.
Meravigliosi oggetti realizzati sotto le diverse influenze stilistiche dell’Art Nouveau e del Barocco. Ma anche sotto le influenze di importanti artisti come Giò Pomodoro, Lucio Fontana e Umberto Mastroianni.
Influenze da cui Ada Minola traeva ispirazione e poi rielaborava in modo del tutto originale e personale.

Foto : La bellissima mostra dedicata all’artista Ada Minola, nella splendida cornice di Palazzo Madama a Torino.
Ada Minola creò gioielli che piacessero prima di tutto a lei.
Abile manualmente la Minola, costruì i gioielli da sola, come vide fare a suo padre.
Amò cesellare e amò sperimentare.
Per le forme più complesse usò la tecnica della cera persa; cosparse la superficie dei gioielli di granuli e perle, pietre preziose, coralli e vetri colorati.
Nella foto: Tavolo da lavoro di Ada Minola.
Vediamo il forno per la Fusione a Cera Persa; supporto in cuoio imbottito di sabbia per lavorazione a sbalzo con ferri e martello.
Nel cassetto il necessario per la lavorazione del metallo: pinze, lime, ceselli, punzoni, martelli, calibro, cesoie e compasso.
Motore a sospensione con flessibile per fresare e lucidare.

ADA MINOLA : LA VITA E GLI INCONCONTRI
Ada Malnati Minola sviluppò la sua attività artistica a Torino, dove si trasferì negli anni ’30 per sposare l’industriale piemontese Cesare Minola.
Fin da subito aprì la sua casa ad artisti e intellettuali e fece progettare all’ecclettico architetto e designer Carlo Mollino, amico di famiglia, la sua nuova residenza torinese e i suoi arredi. Tutt’oggi è ricordato come uno dei progetti d’interni tra i più visionari realizzati da Mollino.
La Minola, fu una vivace protagonista della vita culturale torinese, dove instaurò profonde amicizie con i protagonisti della scena culturale del periodo, che segnarono profondamente la sua ricerca artistica e diventò essa stessa musa ispiratrice.


LA NASCITA DEL GIOIELLO D’AUTORE
Il gioiellere romano Mario Masenza, nel 1949 organizzò a Milano una mostra per rilanciare il mercato orafo in crisi.
Masenza affidò quindi a vari artisti della scuola romana: Afro Basella, Franco Canilla, Perice Fazzini, Greco, Lorenzo Guerrini, Renato Guttuso, Leoncillo Mazzullo e Mirko Basaldella, il compito di disegnare pezzi esclusivi “esemplari unici firmati dagli autori”.
La mostra rivoluzionò il concetto dell’“ornamento prezioso”, che fino a quel momento fu espressione dell’alto artigianato.
Dietro la firma di importanti artisti, i gioielli acquisirono i caratteri dell’opera d’arte.

La nascita del gioiello d’autore : “esemplari unici firmati dagli autori”.
Ada Minola si ispirò a questa nuova tendenza e a questi autori di pezzi esclusivi, elaborando a sua volta i “suoi pezzi unici”.
Ada Minola possedeva una ricchissima biblioteca di libri, cataloghi, manuali, a cui attingeva per studiare gli artisti a lei contemporanei, vicini e lontani.

ADA MINOLA E LE NOVITA’ CULTURALI
Ada Minola possedeva una ricchissima biblioteca di libri, cataloghi, manuali, a cui attingeva per studiare gli artisti a lei contemporanei, vicini e lontani.
La Minola fu aperta alle novità culturali di respiro internazionale e fu vivace protagonista della borghesia torinese nel secondo doguerra. E il grande fervore creativo, di cui fu circondata lo trasferì ai suoi gioielli.

La nascita del gioiello d’autore : “esemplari unici firmati dagli autori”.
Ada Minola si ispirò a questa nuova tendenza e a questi autori di pezzi esclusivi elaborando i suoi pezzi unici.
Ada Minola studiò gli artisti a lei contemporanei, vicini e lontani e fu aperta alle novità culturali di respiro internazionale e il grande fervore creativo, di cui era circondata lo trasferì ai suoi gioielli.
La Minola fu vivace protagonista della borghesia torinese nel secondo doguerra.

UMBERTO MASTROIANNI E IL GEOMETRISMO PLASTICO : NUOVA ISPIRAZIONE PER ADA MINOLA
Umberto Mastroianni si trasferì a Torino per affinare il “mestiere dello scultore” nell’atelier di Michele Guerrisi e aprì un piccolo studio accanto alla residenza dei coniugi Minola, con cui strinse amicizia e frequentò abitualmente la loro casa. Mastroianni, fu una fonte di grande ispirazione per l’arte di Ada Minola, che sin da subito si interessò alla tecnica della “fusione a cera persa per i suoi gioielli”. In questa fase artistica la Minola realizzò corposi oggetti in oro e bronzo, talvolta decorati da smalti colorati.
Ada realizzò nei suoi gioielli, piccole forme esplosive adottate nella scultura.
Successivamente, la Minola passò a forme più rigorose. Realizzò pendagli nei primi anni’ 70, caratterizzati da un identico accentuato dinamismo spaziale, con linee rigorose e movimentate, spesso interrotte da motivi circolari.

La vocazione artistica di Ada Minola si doveva ricercare nell’esperienza familiare, come lei stessa raccontò in una intervista. Ada raccontò che il padre era un gioielliere e lei giocava con le pietre preziose. Un giorno trovò delle pietre preziose scheggiate e scaldò della cera lacca a cui poi le incastonò. Creò così i suoi primi orecchini.

L’INFLUENZA DI GIO’ POMODORO E LUCIO FONTANA
I fratelli Pomodoro e soprattutto Gio’ Pomodo e Lucio Fontana furono una fonte di grande ispirazione per Ada Minola e per il suo personale “gioiello d’artista”.
Arnaldo e Gio’ Pomodo, furono impegnati a promuovere il gioiello d’artista a Milano a partire dagli anni’50.

Amante dell’arte in tutte le sue forme, Ada Minola agli inizi degli anni ’50 iniziò a realizzare oggetti in oro, argento e pietre preziose con la tecnica della fusione a cera persa.
Meravigliosi oggetti realizzati sotto le diverse influenze stilistiche dell’Art Nouveau e del Barocco. Ma anche sotto le influenze di importanti artisti come Giò Pomodoro, Lucio Fontana e Umberto Mastroianni.
Influenze da cui Ada Minola traeva ispirazione e poi rielaborava in modo del tutto originale e personale.
“Bijoux Vertigineux”, “Gioielli Vertiginosi”, così sintetizzava le opere orafe di Ada Minola, il poeta francese Emmanuel Looten.
Foto: La mostra dedicata all’artista Ada Minola e a suoi “Bijoux Vertigineux”, “Gioielli Vertiginosi”,
come li definì il poeta francese Emmanuel Looten , in una poesia dedicata ad Ada Minola.

MICHEL TAPIE’ E IL BAROCCO SURREALISTA
Il critico Michel Tapié, portò a Torino nel 1956, i più importanti nomi del movimento da lui teorizzato e incontrò Ada Minola nel 1960. La chiamò a dirigere l'”International Center of Aesthetic Research”, che fondò assieme a Franco Assetto e Luigi Moretti. Il centro rimase attivo fino al 1977.
Questa sezione della mostra ha ragruppato le opere della Minola più amate da Tapié per intensità poetica, originale vena surrealista, innestata su elementi decorativi neo – barocchi e nuove soluzioni formali che in essi la Minola seppe esprimere.
Il “Baroque Ensembliste” ( il barocco d’insiemi ) segnò il superamento del razionalismo a favore di una sinergia tra architettura e matematica : attraverso la sperimentazione di diversi materiali, si indagarono le potenzialità decorative della forma e del colore.

Questi gioielli di Ada Minola erano i più amati da Tapié per intensità poetica, originale vena surrealista innestata su elementi decorativi neo – barocchi e nuove soluzioni formali che in essi la Minola seppe esprimere.
Il Baroque Ensembliste ( il barocco d’insiemi ) segnò il superamento del razionalismo a favore di una sinergia tra architettura e matematica : attraverso la sperimentazione di diversi materiali, si indagarono le potenzialità decorative della forma e del colore.
Il critico Michel Tapié, portò a Torino nel 1956, i più importanti nomi del movimento da lui teorizzato e incontrò Ada Minola nel 1960. La chiamò a dirigere l’International Center of Aesthetic Research, che fondò assieme a Franco Assetto e Luigi Moretti. Il centro rimase attivo fino al 1977.
Modelli della produzione orafa di Ada Minola entrarono a far parte di alcune collezioni private italiane ed internazionali, come quelle della collezionista americana Martha Jackson e del poeta francese Emmanuel Looten.

LE MOSTRE DI ADA MINOLA
Nel 1955 Ada Minola, espose alla Galleria Montenapoleone di Milano nell’ambito della rassegna il “Gioiello Firmato” e su invito di Arnaldo e Giò Pomodoro partecipò alla triennale del 1957.
In questo stesso anno la Minola, espose alla Deutsche Handrwekmesse a Monaco di Baviera.
Nei due decenni successivi Ada Minola, partecipò a numerose mostre collettive dedicate al “gioiello d’autore” in diverse gallerie in Italia e all’estero, tra cui l’esposizione “Bijoux d’Art Contemporain” alla galleria Anderson Mayer di Parigi nel 1962, insieme tra gli altri a Jean Arp, Claire Falkenstain, Man Ray, George Braque e l’esposizione “Bijoux de Sculpteur” nel 1967, presso la galleria Argos di Nantes.
Nel 1971 Ada Minola partecipò alla doppia personale con Angelo Bozzola alla Galerie de la Choutte di Parigi.
Alcuni modelli della produzione orafa di Ada Minola entrarono a far parte di alcune collezioni private italiane ed internazionali, come quelle della collezionista americana Martha Jackson e del poeta francese Emmanuel Looten, che in una poesia dedicata alla Minola definì i suoi gioielli: “Bijoux Vertigineux”, “Gioielli Vertiginosi”.
Alla fine degli anni’50, introdotta da Franco Assetto e Luigi Moretti, Ada Minola, collaborò con il critico francese Michel Tapié, che la chiamò a dirigere l’International Center of Aesthetic Research, che fondò
a Torino nel 1960. La Minola diresse l’istituto fino alla sua chiusura nel 1977.
Grazie alle attività che la Minola svolse all’ International Center of Aesthetic Research, si diffuse a Torino e nel resto d’Italia la conoscenza dell‘ “informale” e del “Baroque Ensembliste”, di cui Tapiè fu teorico.
Negli ultimi anni Ada Minola continuò il suo impegno nell’arte orafa che alternò alla scultura con grande creatività. Morì a Torino nel 1993.
Questa mostra è stata una esperienza straordinaria, che mi ha dato l’opportunità di conoscere una artista poliedrica e particolare come Ada Minola. I meravigliosi gioielli realizzati a partire dagli anni ’50, sono veramente straordinari: attuali e bellissimi. Pezzi unici che hanno superato il tempo.
Vi consiglio di non perdere l’occasione di conoscere Ada Minola e la sua bellissima arte.
Vi Consiglio inoltre, di visitare lo splendido Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja a Torino nella centralissima piazza Castello e le mostre che ciclicamente ospita. Sono veramente molto belle e curate.






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