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TORINO: MUSEO NAZIONALE DEL RISORGIMENTO ITALIANO – CINQUE OTTIMI MOTIVI PER NON PERDERLO


MUSEO NAZIONALE DEL RISORGIMENTO ITALIANO
INGRESSO LATO PIAZZA CARLO ALBERTO, 8
ACCADEMIA DELLE SCIENZE, 5 (PIAZZA CARIGNANO)
10123 TORINO

Tel. 011 5621147
info@museorisorgimentotorino


MUSEO NAZIONALE DEL RISORGIMENTO ITALIANO : CINQUE OTTIMI MOTIVI PER NON PERDERLO

  • Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino è l’unico museo dedicato al periodo risorgimentale, che ha ufficialmente il titolo di “nazionale” per Regio Decreto dal 1901.
  • Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino è il più antico e importante museo dedicato al Risorgimento Italiano, con la più ricca e preziosa esposizione dedicata alla ricostruzione di fatti e personaggi,che portarono alla fondazione della Nazione italiana.
  • Al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, è visitabile l’ultima aula Parlamentare in Europa sopravvissuta ai moti del 1848, sede del primo Parlamento del Regno di Sardegna dal 1848 al 1860.
  • Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, ha sede in uno dei palazzi più belli e importanti d’Italia: Palazzo Carignano.
  • Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, nato nelle sale di Palazzo Carignano, sede dell’attività legislativa del primo Parlamento del Regno di Sardegna, dal 1848 al 1860 e sede dell’attività legislativa del Parlamento del primo Regno d’Italia dal1861 al 1864.
La Camera dei Deputati del Parlamento del Regno di Sardegna, conosciuta anche come Camera dei Deputati del Parlamento Subalpino, in cui si svolse l’attività legislativa del regno sardo, dal 1848 al 1860.
Gli scranni originali in cui sedettero i parlamentari: Camillo Benso conte di Cavour, Massimo d’Azeglio, Cesare Balbo, Vincenzo Gioberti, Giuseppe Garibaldi, sono contraddistinti da coccocarde tricolori.
La sala è visibile quotidianamente da un affaccio, mentre è visitabile internamente nella “Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”, su prenotazione.
Particolare della volta della Camera dei Deputati del Regno di Sardegna.


CENNI STORICI SU PALAZZO CARIGNANO

  • Re Carlo Alberto, cedette nel 1831 Palazzo Carignano al Demanio dello Stato Sardo, dove vi alloggiò il Consiglio di Stato e la direzione delle Poste.
  • Nel 1848 re Carlo Alberto, concesse lo Statuto Albertino, che sanciva la nascita del Parlamento del Regno di Sardegna, (detto anche Parlamento Subalpino) e la costituzione dei due rami del Parlamento, la Camera dei Deputati del Parlamento del Regno di Sardegna, nota anche come Camera dei Deputati Subalpina, che dal 1848 al 1860 ebbe sede a Palazzo Carignano, in cui si svolse l’attività legislativa del Regno di Sardegna.
  • I lavori per la costituzione della Camera dei Deputati del Parlamento del Regno di Sardegna, vennero affidati all’architetto Carlo Sada, che modificò lo splendido salone delle feste, collocato all’interno del corpo ellittico della facciata seicentesca.
    La Camera dei Deputati Subalpina è l’unica aula parlamentare nata con le rivoluzioni del 1848,
    ancora integra in Europa.
  • Vittorio Emanuele II primogenito di re Carlo Alberto, re di Sardegna, nacque a Torino a Palazzo Carignano il 14 marzo 1820. Vittorio Emanuele II divenne il primo re d’Italia.
  • In una seduta del Parlamento Subalpino, a Palazzo Carignano, re Vittorio Emanuele II , proclamava la nascita del Regno d’Italia.
  • Nel 1861, con l’unificazione d’Italia, Torino divenne la prima capitale del neonato Regno d’Italia e si aprì il primo Parlamento Italiano.
  • A seguito dell’unificazione d’Italia la Camera dei Deputati Subalpina, risultò troppo piccola per ospitare i parlamentari di una Nazione.
    Fu quindi costruita un’aula più capiente e provvisoria in legno, nel cortile di Palazzo Carignano, ad opera dell’architetto Amedeo Peyron, in cui si svolse l’attività legislativa dal 1861 al 1864, anno di trasferimento della capitale d’Italia a Firenze.
  • Nel 1861, garantita l’attività legislativa del nuovo Regno d’Italia, nell’aula provvisoria costruita nel cortile di Palazzo Carignano, furono decisi i lavori di ampliamento di Palazzo Carignano, con la costruzione dell’ala ottocentesca, verso Piazza Carlo Alberto, in cui ospitare una nuova ala del Parlamento, abbastanza grande per i parlamentari di una nazione ben più grande.
    I lavori di ampliamento furono curati dall’architetto Domenico Ferri e i lavori di esecuzione furono curati dall’archietto Giuseppe Bollati, ed ebbero inizio nel 1863 e terminarono nel 1871.
  • Ma nel 1864 la capitale del Regno d’Italia fu spostata da Torino a Firenze e nel 1870 con la presa di Roma, la capitale fu ulteriormente spostata nel capoluogo laziale.
    Di conseguenza, la sede provvisoria del parlamento ospitata nel cortile di Palazzo Carignano fu smantellata e la nuova grande aula destinata ad ospitare il nuovo parlamento italiano, non venne mai utilizzata e oggi ospita grandi tele a tema risorgimentale.
    Questa sala è l’ultima tappa dello straordinario Museo Nazionale del Risorgimento Italiano: un lungo percorso di conquista di identità nazionale.
La facciata principale seicentesca del meraviglioso Palazzo Carignano fatto edificare da Emanuele Filiberto di Savoia principe di Carignano. Nella parte alta della facciata un cartiglio bronzeo ricorda che in questo palazzo è nato Vittorio Emanuele II, primo Re d’Italia.
L’entrata principale a Palazzo Carignano, tra il 1848 e il 1860 rappresentava anche la porta d’accesso dei parlamentari al piano nobile dove si trovava la Camera dei Deputati Subalpina, tutt’oogi visitabile.
La camera dei deputati fu realizzata nella grande sala da ballo della residenza del Principe Emanuele Filiberto di Savoia, secondo principe di Carignano.
L’atrio ellittico di accesso a Palazzo Carignano. Al lato il grande scalone monumentale di accesso al piano nobile di Palazzo Carignano.
Una vista dall’alto del grande scalone monumentale di accesso al piano nobile di Palazzo Carignano.
Nel periodo tra il 1848 e il 1860 rappresentava l’accesso per la Camera dei Deputati Subalpina, tutt’oggi visibile, realizzata nella grande sala da ballo di Palazzo Carignano.
L’accesso del piano nobile affacciato sulla splendida Piazza Carignano, con le due grande scale monumentali di accesso.
Una vista della corte interna dell’ala seicentesca, dello splendido Palazzo Carignano, voluto dal principe Emanuele Filiberto di Savoia, secondo principe di Carignano, come sua residenza.
In primo piano il corpo ellittico in cui ancora oggi è possibile vedere la “Camera dei Deputati del Parlamento del Regno di Sardegna”, anche chiamata “Camera dei Deputati Subalpina”, nata nel piano nobile, in quello che era il grande salone delle feste della residenza privata del Principe Emanuele Filiberto Carignano Savoia.
Nella foto, la corte interna di Palazzo Carignano, in cui si può notare la parte seicentesca alla destra della foto, in cui nel corpo elletticco, al piano nobile, fu costruita all’interno della sala da ballo, la Camera dei Deputati del Regno di Sardegna.
Nel 1861, a seguito dell’unificazione d’Italia, la Camera dei Deputati Subalpina, risultò troppo piccola per ospitare i parlamentari della neonata Nazione Italiana.
Al fine di svolgere l’attività legislativa del Regno d’Italia, fu costruita un’aula più capiente e provvisoria in legno, nel cortile di Palazzo Carignano, ad opera dell’architetto Amedeo Peyron, in cui si svolse l’attività legislativa dal 1861 al 1864, anno di trasferimento della capitale d’Italia a Firenze.
Nel frattempo fu costruita l’ala ottocentesca di Palazzo Carignano alla sx della foto, al fine di ospitare la
nuova Camera dei Deputati del neonato Regno d’Italia, che non fu mai utilizzata.
Una curiosità: si può notare la diffiferenza di colore dei mattoni, tra l’ala ottocentesca e l’ala seicentesca di Palazzo Carignano che identificano il punto di unione tra le due ale del palazzo.
All’epoca dello scatto fotografico, era presente una installazione artistica per una mostra diffusa, nelle corti interne dei palazzi.
Una veduta della corte interna dell’ala ottocentesca di Palazzo Carignano, costruita a seguito dell’unificazione d’Italia avvenuta nel 1861. La nuova ala del palazzo avrebbe dovuto ospitare la nuova aula parlamentare del nuovo Regno d’Italia.
Una veduta su piazza Carlo Alberto, dalla nuova aula parlamentare, costruita per ospitare il nuovo parlamento del Regno d’Italia, nell’ala ottocentesca del Regno d’Italia.
Sullo sfondo la “Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino” fondata nel 1720; fu la prima biblioteca pubblica del Regno d’Italia. Ha sede in piazza Carlo Alberto, dove tra il 1958 e il 1972 fu interamente ricostruita nelle scuderie seicentesche di Palazzo Carignano, di cui ancora oggi conserva la facciata.

CENNI STORICI SUL MUSEO DEL RISORGIMENTO ITALIANO DI TORINO

  • Le radici del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, affondano nel lontano 1878, a seguito della diatriba nata tra le città di Roma e Torino, alla morte di re Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, su quale delle due dovesse ospitare le spoglie del defunto re.
    La diatriba fu vinta dalla città di Roma e re Vittorio Emanuele II fu sepolto al Pantheon, primo Savoia non sepolto in Piemonte.
    Per “risarcire” la città di Torino della mancata sepoltura del primo re d’Italia, il figlio Umberto I di Savoia, donò dei cimeli appartenuti a suo padre.
    Da qui nacque l’idea di fondare il museo dedicato alla storia del Risorgimento Italiano.
    Questi cimeli sono oggi visibili vicino alla biglietteria.
  • Dalla fondazione nel 1878, il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, ha avuto diverse sedi provvisorie, tra le quali la Mole Antonelliana. E dal 1938 ha avuto come sede definitiva Palazzo Carignano.
  • La Camera dei Deputati del Parlamento del Regno di Sardegna, con sede a Torino, nota anche come Camera dei Deputati Subalpina, in cui si è svolta l’attività legislativa del Regno di Sardegna dal 1848 al 1860 è parte integrante della visita al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino.
    E’ l’unica aula in tutta Europa, sopravvissuta ai moti del 1848.
  • In una seduta del Parlamento Subalpino, a Palazzo Carignano, re Vittorio Emanuele II, proclamava la nascita del Regno d’Italia.
  • E’ visibile la seconda aula parlamentare realizzata tra il 1863 e il 1871 nell’ala ottocentesca di Palazzo Carignano.

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